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PAC Cost
Averaging

Il Cost Averaging (CA) è una strategia di investimento molto utilizzata dagli investitori da oltre 70 anni. Ancora oggi è al centro dell'attenzione degli studiosi di finanza e del mondo accademico, che su di esso continuano ad esprimere giudizi molto contrastanti.
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PAC Value
Averaging

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Dedalo Invest si rivolge a consulenti finanziari e ad investitori interessati ad approfondire le proprie conoscenze di finanza personale

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Qual è la differenza tra un investimento ad alto e a basso rischio?

Qual è la differenza tra un investimento ad alto e a basso rischio?


01Gen2021

Information
Andrea Blog 949 hits
Prima pubblicazione: 06 Dicembre 2020

«Only those who risk going too far can possibly find out how far one can go».

T. S. Eliot

Il rischio di mercato può essere definito come l’incertezza del rendimento di un investimento. Se fosse possibile conoscere in anticipo l’esito di un investimento, non saremmo in presenza di alcun rischio.

Il rischio di mercato viene solitamente generato dalle oscillazioni dei tassi di interesse, del prezzo delle azioni e delle commodities.

Anche se nella realtà l’assenza totale di rischio non esiste, ci sono investimenti considerati a rischio zero (risk-free). Non ci si deve stupire, però, che il loro rendimento sia allineato al rischio: zero o prossimo allo zero.

Il rischio deve essere quantificato. Più precisamente, il rischio del portafoglio di un investitore deve essere misurato.

Esistono varie modalità di misurazione del rischio: le principali sono la varianza, la deviazione standard, la semi-varianza/semi-deviazione standard, l'Indice di Sharpe, il Value at Risk (VaR) e il Conditional Value at Risk (CVaR).

La modalità di gran lunga più conosciuta è la deviazione standard dei rendimenti. Si tende a preferire la deviazione standard alla varianza perché di più facile lettura: ha la stessa unità di misura dei valori osservati. Una deviazione standard elevata implica un’alta variabilità dei rendimenti, ovvero un alto rischio.

La deviazione standard può essere annualizzata moltiplicandola per √t, dove t è uguale al numero di osservazioni in un anno (4 nel caso di rendimenti trimestrali, 12 nel caso di rendimenti mensili, 252 per i giornalieri e così via). L'annualizzazione è giustificata dalla maggiore facilità di confronto tra deviazioni standard di titoli diversi.

Come si misura la deviazione standard annualizzata? Prendiamo due ETF, uno obbligazionario e uno azionario, di cui conosciamo la serie storica dei rendimenti giornalieri degli ultimi 3 anni.

I due ETF scelti sono i seguenti:

  • SPDR® MSCI ACWI IMI UCITS ETF (EUR) | IMIE (ISIN: IE00B3YLTY66). Categoria: Azionari Internazionali Large Cap Blend
  • Xtrackers II Eurozone Government Bond 3-5 UCITS ETF 1C (EUR) | X35E (ISIN: LU0290356954). Categoria: Obbligazionari Governativi EUR

La deviazione standard giornaliera dell'ETF azionario degli ultimi 3 anni (5 dicembre 2017 - 4 dicembre 2020) è 1,180%; quella dell'ETF obbligazionario, calcolata sullo stesso periodo, è 0,167%.

Trattandosi di rendimenti giornalieri, li annualizziamo moltiplicandoli per √252: otteniamo 18,734% per l'ETF azionario e 2,646% per quello obbligazionario.

La deviazione standard annualizzata dei rendimenti di un titolo viene definita volatilità.

La volatilità dell'ETF azionario globale è di oltre 7 volte superiore a quella dell'ETF obbligazionario governativo. Questo risultato non ci sorprende, dal momento che i mercati azionari sono più volatili – e quindi rischiosi – di quelli obbligazionari.

In quale altro modo posso verificare la rischiosità di un titolo, esprimendola in una forma più facilmente comprensibile?

Effettuiamo dei backtest rolling sui due ETF. Il periodo analizzato è compreso tra il 12 aprile 2012 e il 4 dicembre 2020.

Partiamo dall'ETF azionario:

Investimento alto basso rischio PIC SPDR

Ogni colonna rappresenta il risultato di investimenti in un'unica soluzione della durata compresa tra 24 mesi (81 backtest rolling) e 96 mesi (9 backtest rolling). Ogni backtest è effettuato a distanza di un mese dal precedente.

La serie storica inizia il 12 aprile 2012: non si possono perciò effettuare backtest superiori a 8 anni.

Tra i vari risultati della tabella, ci interessano soprattutto le seguenti grandezze:

  • Il rendimento medio annualizzato: 10,59% negli investimenti a 2 anni; 10,77% in quelli a 3 anni e così via
  • Il campo di variazione dei rendimenti: si tratta della differenza tra il rendimento massimo e quello minimo ed è pari a 53,15% − (−7,19%) = 60,34% negli investimenti a 2 anni; 85,07% − (−6,32%) = 91,39% in quelli a 3 anni e così via
  • La deviazione standard dei rendimenti: 11,99% negli investimenti a 2 anni; 16,91% in quelli a 3 anni e così via

Vediamo ora i risultati dell'ETF obbligazionario (stesso periodo di analisi):
 Investimento alto basso rischio PIC Xtrackers

  • Rendimento medio annualizzato: 1,81% negli investimenti a 2 anni; 1,58% in quelli a 3 anni ecc.
  • Campo di variazione dei rendimenti: 11,05% − (−2,23%) = 13,28% negli investimenti a 2 anni; 14,72% − (−1,77%) = 16,49% in quelli a 3 anni e così via
  • Deviazione standard dei rendimenti: 3,28% negli investimenti a 2 anni; 4,05% in quelli a 3 anni e così via

Il campo di variazione dei rendimenti dell'ETF azionario è molto più ampio di quello dei rendimenti obbligazionari.

L'ETF azionario ha anche ottenuto rendimenti molto più elevati di quelli dell'ETF obbligazionario, ma non bisogna farsi ingannare: un periodo come il 2012-2020, nonostante la crisi di inizio 2020 dovuta al COVID-19, è stato molto positivo per il mercato azionario. Il futuro potrebbe essere diverso.

Se avessimo avuto serie storiche più lunghe, i backtest di investimenti terminati in periodi sfavorevoli (pensiamo al 2000-2003 con la crisi dotcom o al 2007-2009 con la crisi dei subprime) avrebbero generato rendimenti minimi inferiori a quelli riportati nella tabella. Lo verificheremo in seguito, backtestando altri fondi.

Il campo di variazione dei rendimenti è molto utile a darci un'idea della rischiosità di un investimento: più è ampio, più l'investimento è rischioso.

La deviazione standard dei rendimenti ci fornisce un'informazione simile ma più precisa, perché utilizza tutti i risultati generati dal backtest.

Da un punto di vista pratico, però, l'investitore percepirà meglio la rischiosità di un titolo se gli viene comunicato il campo di variazione dei rendimenti invece della loro deviazione standard: un conto è sapere che negli 81 backtest rolling a 2 anni la deviazione standard dei rendimenti di un ETF azionario è stata dell'11,99%; un altro è sapere che il rendimento migliore è stato pari al 53,15% e quello peggiore al −7,19%.

L'investimento obbligazionario è considerato a basso rischio perché il campo di variazione dei rendimenti è molto piccolo. Cambiando il periodo di analisi, il rendimento peggiore potrebbe essere stato un po' più basso e quello migliore un po' più alto, ma senza mai raggiungere le estreme variazioni tipiche di un ETF azionario.

Analizziamo adesso il fondo Carmignac Investissement A EUR (ISIN: FR0010148981), appartenente alla categoria Azionari Internazionali Large Cap Growth. È un fondo a gestione attiva, dai costi molto più alti di quelli di un ETF, ma è stato scelto per la lunghezza della sua serie storica (che inizia addirittura nel gennaio 1989).

Questi sono i risultati:

 Investimento alto basso rischio PIC Carmignac

Analizzando i risultati su 2 anni, il campo di variazione dei rendimenti è enorme: si passa da un massimo del 176,95% a un minimo del −36,85%. Il campo di variazione è quindi pari al 213,80%.

Per dare un'idea ancora migliore della grandezza di questo campo di variazione, basti pensare che, investendo 100.000 euro in questo fondo, in soli 2 anni ci saremmo potuti ritrovare con una somma pari a 276.950 euro oppure con una di soli 63.150 euro!

La deviazione standard dei rendimenti è stata del 28,84%.

Questo fondo è stato particolarmente performante nel trentennio analizzato (in particolar modo nei primi 15-20 anni), ma non è detto che lo sia ancora in futuro; altri fondi azionari a gestione attiva non sono stati altrettanto fortunati, neppure in passato.

Ecco infine il backtest del fondo a gestione attiva Eurizon Obbligazioni Euro (ISIN: IT0000380540, appartenente alla categoria Obbligazionari Governativi EUR). Il periodo di analisi è lo stesso del Carmignac.

I risultati sono stati i seguenti:

 Investimento alto basso rischio PIC Eurizon

Sui 2 anni, il campo di variazione dei rendimenti è stato del 25,95% − (−10,52%) = 36,47%. La deviazione standard dei rendimenti è stata del 7,25%.

Sono valori molto più piccoli di quelli ottenuti dal Carmignac. Di conseguenza, il rischio di questo fondo è parecchio più basso.

Per concludere, alcune osservazioni:

  • Il campo di variazione e la deviazione standard dei rendimenti sono due modalità di misurazione del rischio di un investimento: come già accennato, esistono anche metodologie più sofisticate, come l'indice di Sharpe (o altri indici simili), il VaR e il CVaR.
  • Il rischio può essere anche interpretato come la probabilità di ottenere un rendimento negativo. In tal senso, esso varia in funzione dell'orizzonte temporale scelto. Se questo è breve – ad esempio inferiore a 5 anni – il rischio è abbastanza alto anche per un investimento obbligazionario. Aumentando la durata dell'orizzonte temporale, la probabilità di ottenere un rendimento negativo diminuisce (come si può verificare anche dalla "% Positivi" delle precedenti tabelle).
  • Il rischio dipende anche dal livello di diversificazione dell'investimento: investire in azioni di una o poche società è molto più rischioso che farlo in un fondo azionario, composto da decine, centinaia e, talvolta, migliaia di azioni diverse.

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