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Un buon consulente finanziario sa di non sapere

Un buon consulente finanziario sa di non sapere


09Mag2022

Information
Andrea Gonzali Finanza comportamentale 126 hits
Prima pubblicazione: 08 Maggio 2022

«Quanto più già si sa, tanto più bisogna ancora imparare. Con il sapere cresce nello stesso grado il non sapere, o meglio il sapere del non sapere».

Friedrich Nietzsche

Le discussioni nei forum finanziari sono tipicamente costituite da un continuo alternarsi di domande e risposte: molte di queste non sono altro che l'espressione delle opinioni e delle convinzioni dei partecipanti. Sebbene nessuno lo ammetta, ognuno di noi è attaccatissimo alle proprie opinioni ed è convinto di essere più vicino degli altri alla risposta giusta, alla verità.

Qualche giorno fa mi è stato chiesto un consiglio: meglio investire nel portafoglio A o nel portafoglio B?

Non specifico la composizione dei 2 portafogli perché è inutile ai fini della conversazione.

Essendo entrambi due ottimi portafogli, la mia risposta è stata "non lo so". Non era la prima volta: nella stessa conversazione, avevo già risposto un altro paio di volte "non lo so" ad altre domande.

Quando si danno risposte di questo tipo, riconosciamo i nostri limiti e proprio per questo non è per niente facile comportarsi così: di solito, si pensa che rispondere "non lo so" ci faccia fare una pessima figura.

Nel forum finanziario citato in precedenza, in quanto Dedalo Invest mi vengono spesso rivolte delle domande con l'aspettativa di ottenere una risposta precisa.

Continuando a rispondere "non lo so", il rischio è quello di far nascere dei dubbi agli altri utenti, che potrebbero chiedersi cosa ci sta a fare Dedalo Invest in un forum finanziario se non sa neppure rispondere a delle "semplici" domande.

Non mi converrebbe dare la risposta giusta o almeno condividere la mia opinione?

Che tipo di consulente finanziario è un consulente che risponde "non lo so"?

Il dubbio è lecito, ma la mia idea di consulenza finanziaria è diversa.

Premesso che in un forum finanziario non si fa consulenza ma, al limite, si discorre in modo generico dei vari argomenti che vengono trattati (come si fa un po' in tutti i forum), credo che il compito di un consulente finanziario non sia quello di dare delle risposte precise: nemmeno quando gli vengano esplicitamente richieste sotto forma di consigli o pareri.

Un buon consulente dovrebbe far luce sulle problematiche che affliggono il potenziale investitore; dovrebbe fargli vedere ciò che non vede; dovrebbe evidenziare i vantaggi e i pericoli delle sue idee e proporgli visioni alternative, in modo che l'investitore capisca meglio ciò che sta facendo e scelga in maniera autonoma.

È molto difficile e non è detto che ci riesca sempre.

Dando una risposta immediata, di solito non si offre un buon servizio. Rispondendo prontamente, però, si fa una bella figura e si dimostra quanto "si capisca" di finanza o di investimenti (specialmente se si fa ricorso a qualche tecnicismo).

Il più delle volte, questo tipo di risposte saranno inutili, perché l'investitore non capisce bene quello che gli viene detto e, molto probabilmente, delegherà la scelta al consulente: una soluzione molto rischiosa, perché comprometterà la possibilità di portare a termine l'investimento con successo.

Un buon consulente dovrebbe prendere per mano l'investitore e guidarlo nel processo che lo porterà alla scelta finale: lui dovrà scegliere, non il consulente.

Nel libro "L'economia della mente", gli autori scrivono:

Questo spiega perché i vari esperti, in questi scenari artificiali, nuovi e complessi, siano in realtà coloro che sanno riconoscere i propri limiti. Si tratta di "esperti speciali": individui che, socraticamente, sanno di non sapere e di non essere in grado di prevedere il futuro. È una figura di esperto ben diversa da quella definita dall'opinione corrente. Nella nostra prospettiva, l'esperto non è la persona che conosce la risposta giusta, che sa risolvere un problema meglio di altri e che, per queste sue superiori capacità, è legittimato a divenire un leader. Purtroppo, la superbia di chi si considera un leader (un altro modo di tradurre overconfidence), da un lato, e la fiducia acritica da parte di chi crede in questo leader (la famigerata trust), dall'altro, tendono a offuscare l'effetto Galton. Nel lungo periodo, però, emergerà. E provocherà danni pesanti: ferite ai superbi e delusione ai creduloni. Per non parlare dei danni finanziari...

Può darsi che serva del tempo prima che l'investitore arrivi a interiorizzare le nuove informazioni e riesca a scegliere la strategia o il portafoglio più adatto alle sue esigenze: sarà il tempo speso meglio in assoluto.

Una volta che l'investimento è partito, ogni cambiamento di strategia, correzione in corsa o, caso peggiore ma frequentissimo, disinvestimento anticipato, farà perdere soldi e tempo: se è vero che i soldi si possono recuperare (anche se non è facile), sul tempo non c'è niente da fare.

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