Piano di Accumulo del Capitale (PAC)

Piano di Accumulo del Capitale (PAC)


08Set2019

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Andrea PAC 1277 hits
Prima pubblicazione: 07 Marzo 2016

«Even the largest avalanche is triggered by small things».

Vernor Vinge

Il PAC, ovvero Piano di Accumulo del Capitale o più semplicemente Piano di Accumulo (Dollar cost averaging in lingua inglese), è una modalità di investimento che consente di acquistare quote di un prodotto finanziario (solitamente Fondi Comuni, Sicav ed ETF) rateizzando il capitale e permettendo una pianificazione dell’investimento nel tempo. Questa rateizzazione lo differenzia dal semplice investimento in un’unica soluzione (PIC, Piano di Investimento di Capitale).

In questo articolo si farà riferimento esclusivamente ad un Piano di Accumulo del Capitale azionario. Tuttavia, essendo il Piano di Accumulo una modalità di investimento, esso può essere costruito su qualsiasi tipo di prodotto finanziario (fondi obbligazionari, bilanciati, monetari, azioni e così via).

Indice

Vantaggi e limiti di un Piano di Accumulo del Capitale

Vantaggi e limiti di un Piano di Accumulo del Capitale
Charles Demuth, Modern Conveniences (1921)

«People do dollar cost averaging because they have regret of making one big mistake. But the fact of the matter is that, mathematically, the market rises more of the time than it falls. It falls, but it rises more of the time than it falls».

Kenneth Fisher

1. Trasformazione di una piccola cifra mensile in un grande capitale

Un Piano di Accumulo permette di costruire un capitale nel tempo partendo da piccoli risparmi mensili. Il valore del capitale al termine del Piano di Accumulo varierà in funzione della durata dell'investimento, dell'entità dei versamenti e dell'andamento della quota del fondo in cui si investe.

2. Mediazione del prezzo di acquisto e riduzione dei rischi

Con un Piano di Accumulo è possibile mediare nel tempo i prezzi di carico delle posizioni: in alcune occasioni si acquisterà a quotazioni di mercato basse ed in altre elevate ma, rappresentando ciascun versamento una quota minima del capitale che verrà complessivamente impiegato, il prezzo medio di carico (ossia la media dei prezzi di acquisto) si collocherà raramente su un livello troppo elevato.

È inoltre molto diffusa l'opinione che i Piani di Accumulo abbiano un ulteriore importante vantaggio:

3. Soluzione al problema del Timing d’ingresso

Investendo in fondi azionari con un Piano di Accumulo non ci si dovrebbe mai preoccupare del momento in cui iniziare l'investimento:

Si elimina completamente anche il rischio di sbagliare il momento giusto per entrare in Borsa.

(Da “Investire”, settembre 2006)

In altre parole, ogni momento è buono. Siamo sicuri che sia proprio così?

Se da una parte è vero che un Piano di Accumulo presenta minori rischi rispetto ad un investimento effettuato con una soluzione unica (come vedremo meglio in seguito), è altrettanto vero che esso non elimina completamente il rischio di sbagliare il timing di ingresso. Infatti, un Piano di Accumulo su uno stesso fondo, di medesima durata e importo rateale, può produrre un rendimento molto diverso proprio a causa del diverso timing di ingresso.

Vediamo con un esempio che rilevanza possono raggiungere queste differenze.

Fondo: BlackRock Global Funds - Emerging Europe E2 EUR
PAC di 60 rate mensili (5 anni), importo rata di 250 €, Commissioni 0%, diritti fissi PAC 9 €, diritti fissi rata 0,95 €.

Viene effettuato un backtest rolling che copre 16 anni (dal 3 gennaio 2000 al 31 dicembre 2015). Vengono cioè misurati i rendimenti di tutti i possibili Piani di Accumulo di 60 rate effettuabili su questo fondo nell’arco di tempo specificato.
Rolling significa che il primo Piano di Accumulo backtestato è stato quello iniziato il 15 gennaio 2000 e terminato il 15 dicembre 2004; il secondo quello iniziato il 15 febbraio 2000 e terminato il 15 gennaio 2005; l’ultimo, quello iniziato il 15 gennaio 2011 e terminato il 15 dicembre 2015.
In questo modo abbiamo effettuato il backtest di 133 Piano di Accumulo del Capitale, uguali in tutto e per tutto salvo che per il momento di inizio (timing di ingresso). Il momento in cui il Piano di Accumulo viene completato varia ovviamente in funzione di quello di inizio.

Timing di ingresso: il rischio (non controllabile) di un Piano di Accumulo

Risultati del backtest

Il migliore tra tutti i 133 Piano di Accumulo ha avuto un rendimento del +182,25%. Il peggiore, un rendimento del -43,20%.

Questo significa che, a fronte di un versamento totale di 15.000 euro (60 versamenti da 250 euro ciascuno), nel primo caso ci ritroveremmo con 42.521 euro sul conto corrente mentre, nel secondo, con soli 8.557 euro. La differenza è di ben 33.964 euro!

Un Piano di Accumulo lasciato in balia di se stesso non elimina il rischio di un errato timing di ingresso nel mercato. È vero che lo riduce rispetto ad un PIC, ma il rischio rimane pur sempre abbastanza elevato. Rischio che, tra l'altro, non è controllabile a priori perché non c'è alcun modo di prevedere con certezza l'andamento dei rendimenti del fondo dei prossimi x anni (5 nel nostro esempio).

Vediamo questi risultati graficamente.

 

Evoluzione del miglior Piano di Accumulo

Miglior PAC

Evoluzione del peggior Piano di Accumulo

Peggior PAC

Perché queste differenze di rendimento tra Piani di Accumulo simili?

Per guadagnare con i Piani di Accumulo è necessario che il valore finale di tutte le quote acquistate durante il periodo di investimento, calcolato al NAV finale del Fondo oggetto dell’investimento, sia superiore alla somma investita complessivamente nel Piano di Accumulo, che è pari al numero delle rate moltiplicato per il valore di una singola rata.

Rendimento in euro del PAC = (NAV finale * Numero Quote) - (Numero Rate * Importo rata)

Cosa influenza il rendimento finale di un Piano di Accumulo?

Rendimento in euro del PAC = (NAV finale * Numero Quote) - (Numero Rate * Importo rata)

Il numero delle rate di un Piano di Accumulo e l’importo di ogni rata sono variabili che vengono impostate all’inizio dell’investimento. Salvo cambi di strategia in corsa (generalmente sconsigliabili), non possiamo modificarle.

Rendimento in euro del PAC = (NAV finale * Numero Quote) - (Numero Rate * Importo rata)

Anche il NAV finale non può essere influenzato in alcun modo: dipenderà dall’andamento del fondo alla data di scadenza del Piano di Accumulo. È tuttavia la variabile chiave, quella di gran lunga più influente sul rendimento finale del Piano di Accumulo.

Lasciando da parte eventuali versamenti aggiuntivi, il numero delle quote finali è un’altra variabile non controllabile: il versamento della rata periodica permette l’acquisto di una certa quantità di quote, che dipende dal NAV del fondo in quel preciso momento. Non possiamo quindi avere nessun impatto sul numero di quote acquistabili periodicamente coi nostri versamenti.

Quello che possiamo fare, però, è intervenire con una Gestione Attiva e riscattare una parte delle quote in nostro possesso prima della scadenza del Piano di Accumulo, se e solo se durante la vita del Piano stesso si verificano determinate condizioni.

Gestione Attiva

La Gestione Attiva, che si concretizza nel riscatto di una parte delle quote in nostro possesso prima della scadenza del Piano di Accumulo del Capitale, ha lo scopo di minimizzare il rischio che, nell’ultima porzione di vita del Piano di Accumulo, una discesa rapida ed importante del NAV del fondo causi la perdita della totalità o di una parte dei guadagni che si sono accumulati fino a quel momento. Non si tratta quindi di una strategia per incrementare il rendimento ma, al contrario, di una misura che gli investitori con più bassa propensione al rischio potrebbero far propria per ridurre eventuali perdite. È un'opzione in più per l'investitore in un Piano di Accumulo che è quanto meno utile conoscere.

Esempio di Gestione Attiva:

Fondo: BlackRock Global Funds - Emerging Europe E2 EUR
PAC di 60 rate mensili (5 anni), importo rata di 250 €, Commissioni 0%, diritti fissi PAC 9 €, diritti fissi rata 0,95 €.

Risultati del Backtest senza Gestione Attiva
Miglior rendimento dei 133 Piani di Accumulo: +182,25%.
Peggior
rendimento dei 133 Piani di Accumulo: -43,20%.

Risultati del Backtest con Gestione Attiva

Miglior rendimento dei 133 Piani di Accumulo: +182,25%.
Peggior
rendimento dei 133 Piani di Accumulo: -20,35%.

La Gestione Attiva non avrebbe quindi avuto alcun impatto sul migliore dei 133 PAC, ma avrebbe avuto un impatto importante sul peggiore di quei 133 Piani di Accumulo. Naturalmente questo è un esempio estremo, scelto per sottolineare l'importanza e il potenziale impatto della gestione attiva. Non sempre è così; anzi, la maggior parte delle volte l'impatto è di minore entità o, addirittura, negativo: il mancato guadagno è superiore alla perdita evitata. In ogni caso, l'idea di applicare una gestione attiva ad un Piano di Accumulo del Capitale rimane una misura prudenziale: adatta soprattutto agli investitori dalla bassa propensione al rischio; quelli che si vogliono assicurare di non subire una perdita rilevante nell'ultimo periodo di vita del Piano di Accumulo.

È interessante anche notare che con la gestione attiva il peggior Piano di Accumulo non sarebbe stato lo stesso verificatosi in sua assenza. Infatti il peggior Piano senza gestione attiva (-43,20%, iniziato il 15/03/2004 ed esauritosi il 16/02/2009) si sarebbe trasformato in un +21,44% se gestito attivamente. Il grafico dell'andamento del rendimento del peggior Piano di Accumulo senza gestione attiva (linea nera) si è trasformato nel modo seguente (linea blu, in presenza di gestione attiva):

PAC gestione attiva

Il peggior Piano di Accumulo del Capitale, in presenza di gestione attiva, è diventato quello cominciato il 15/01/2010 ed esauritosi il 15/12/2014.

Backtest e analisi di un Piano di Accumulo del Capitale

Backtest e analisi di un Piano di Accumulo del Capitale
Vassily Kandinsky, Otto volte (1929), Museo delle Belle Arti di Nantes

«Literature is analysis after the event».

Doris Lessing

Dedalo Invest permette di effettuare approfondite analisi dei Piani di Accumulo del Capitale in fondi. Il seguente link permette di accedere al form da dove si possono controllare tutti i parametri del backtest e lanciare l'analisi: Analisi dei PAC.

Se non siete utenti PRO avrete alcune limitazioni, ma potrete pur sempre personalizzare molte variabili (fondo scelto, importo della rata, numero di rate della maxirata e date di inizio e fine analisi).

Lanciamo l'analisi di un Piano di Accumulo sul fondo Carmignac Investissement A EUR Acc. Il periodo scelto va dal 26 gennaio 1989 al 28 febbraio 2019, che è anche la durata della serie storica disponibile in Dedalo Invest.

Disclaimer: questo fondo è stato scelto perché dotato di una serie storica molto lunga (oltre 30 anni) e non per le particolari performance realizzate. In questa fase non ci focalizziamo sulla bontà dei rendimenti: vogliamo semplicemente offrire una panoramica della portata qualitativa e quantitativa dei risultati che l'analisi dei Piani di Accumulo del Capitale di Dedalo Invest offre.

I parametri scelti sono i seguenti:

  • Importo rata: 250 euro
  • Giorno di pagamento della rata: 15 di ogni mese (o primo giorno feriale successivo, se il primo non è disponibile)
  • Data di inizio e fine analisi: 26 gennaio 1989 - 28 febbraio 2019
  • Numero di rate della maxirata: 1 (maxirata non presente)
  • Applicazione commissioni: nessuna commissione percentuale (casella non selezionata, quindi i valori presenti nei campi "Commissioni (%)" e "% prima rata" non saranno applicati
  • Diritti fissi: 9 euro
  • Diritti fissi rata: 0,95 euro
  • Periodicità rata: 1 (rata mensile)
  • Rendimento medio annualizzato: presente (casella selezionata). Questo calcolo aumenta il tempo di analisi e si può quindi scegliere di non includerlo laddove si sia maggiormente interessati ad altri risultati
  • Più uno: non presente (casella non selezionata). Selezionare questa checkbox permette di calcolare i rendimenti del Piano di Accumulo non al momento del versamento dell'ultima rata ma un periodo successivo a questo (un mese nel caso di rate mensili)
  • La Gestione Attiva ed i Versamenti Aggiuntivi non vengono selezionati

Le impostazioni del form sono le seguenti:

PAC1 Senza GA e VA

 

Dopo qualche secondo di attesa vengono visualizzate 3 tabelle, contenenti i risultati dell'analisi. La prima tabella è la seguente:

PAC2 output 1 PAC

Ogni colonna corrisponde ad una specifica lunghezza dei Piani di Accumulo, evidenziata nell'intestazione della tabella. Sono stati cioè analizzati i Piani di Accumulo a 24 rate (2 anni), 36 rate (3 anni), 48 rate (4 anni), 60 rate (5 anni), 72 rate (6 anni), 84 rate (7 anni), 96 rate (8 anni), 108 rate (9 anni), 120 rate (10 anni), 180 rate (15 anni) e 252 rate (21 anni).

Le prime due righe della tabella riportano il numero di PAC positivi sul totale e la percentuale corrispondente. I Piani di Accumulo più brevi vantano una percentuale positiva del 71% (240 su 338). Questa percentuale tende a crescere col crescere della lunghezza dei Piani di Accumulo: i PAC da 84 rate in su sono tutti positivi. I risultati confermano la convinzione che, per aumentare la probabilità di chiudere positivamente un investimento azionario, si debba mantenere la posizione il più a lungo possibile. Un Piano di Accumulo portato avanti su questo fondo per almeno 7 anni (con le specifiche viste poco sopra) avrebbe sempre prodotto un rendimento positivo. Il rovescio della medaglia è che i Piani di Accumulo brevi hanno invece una probabilità non trascurabile di produrre un rendimento negativo.

La terza e la quarta riga della tabella ci mostrano il rendimento medio ed il rendimento medio annualizzato: il primo ovviamente cresce con l'aumentare della durata dei Piani di Accumulo; il secondo rimane abbastanza stabile, poco sopra al 10%. Un risultato ottimo che, è bene ricordarlo, non offre alcuna garanzia che nel futuro si mantenga a questi livelli. Un backtest è un'analisi del passato che serve a verificare la bontà (o meno) di una strategia di investimento; non è mai uno strumento che offre garanzie nel futuro.

Dalla quinta all'ottava riga della tabella troviamo i rendimenti massimi e minimi dei Piani di Accumulo ed il numero di Piano corrispondente. Prendiamo ad esempio i Piani con durata quinquennale (60 rate): il migliore ha generato un rendimento del 136,94%; il peggiore ha prodotto un rendimento del -7,34%. Selezionando i numeri corrispondenti si può visualizzare il grafico dei rendimenti di questi Piani di Accumulo. Cliccando su 81 (il miglior PAC è stato l'81° di quelli a 60 rate analizzati), otterremo quanto segue:

PAC4 81 a 60 rate

In materia di investimenti non si devono mai trarre conclusioni affrettate: dal grafico, infatti, si vede come fin quasi alla quarantesima rata versata il rendimento fosse ancora intorno allo 0%, con un massimo di poco inferiore al 50%, momentaneamente raggiunto dopo circa 25 rate. Il rendimento di questo Piano di Accumulo sarebbe poi esploso negli ultimi 2 anni, raggiungendo lo straordinario valore finale del 136,94%.

Se si clicca su 300 (il peggior PAC è stato il 300° di quelli a 60 rate analizzati) apparirà invece il seguente grafico:

PAC5 300 a 60 rate

L'andamento per rata versata dei rendimenti di questo Piano di Accumulo è stato molto meno volatile: il valore massimo (quasi 30%) era stato raggiunto dopo circa 15-18 rate; il rendimento è in seguito sceso abbastanza bruscamente per poi risalire nei successivi 25 mesi. Nella fase finale il trend negativo è tornato a farsi vivo, fino a fargli toccare il minimo assoluto proprio in concomitanza della 60° rata.

Rimanendo sulla durata di 60 rate, potrebbe essere interessante analizzare il grafico dell'andamento medio per rata di tutti i Piani di Accumulo. Eccolo:

PAC6 medio a 60 rate

Questa curva, quasi una retta, rappresenta il sogno di ogni investitore: una crescita costante e quasi lineare del rendimento. Purtroppo questo andamento non sarebbe stato accessibile a nessuno: una media è utile per fini analitici ma, purtroppo, non può essere utilizzata operativamente. Il grafico, forse unico nel suo genere, non ci dice niente di nuovo ma rinforza le convinzioni ormai acquisite in materia di Piani di Accumulo azionari: il rendimento cresce con il passare del tempo e tende ad essere negativo nelle prime fasi dell'investimento.

Perché questa partenza in apnea? A causa dei diritti fissi che vengono generalmente pagati all'inizio di un Piano di Accumulo (che noi abbiamo quantificato in 9 euro) e, in misura minore, ad ogni versamento (0,95 euro nella nostra analisi). Nello specifico, oltre al primo versamento di 250 euro abbiamo pagato 9 euro di diritti fissi: sembrano pochi ma, percentualmente, rappresentano il 3,6%, che è infatti il valore in negativo del primo rendimento del grafico. Le commissioni fisse sulle rate successive hanno invece un peso decisamente minore (0,38% ovvero 0,95 euro su 250). Se oltre ai diritti fissi avessimo applicato anche una commissione percentuale iniziale, da calcolare su tutto il valore del PAC (250 x 60 = 15.000 euro nel caso in esame), l'impatto negativo iniziale sarebbe stato ben più importante.

Quando si inizia ad investire in un Piano di Accumulo è impossibile conoscere la traiettoria che verrà seguita dal rendimento; il caso, la fortuna, fanno spesso la differenza. Tuttavia, è bene ribadire che la probabilità di realizzare un rendimento positivo (ma non necessariamente un rendimento alto!) cresce contestualmente alla durata del Piano di Accumulo.

Conoscere il rendimento medio, il rendimento massimo e quello minimo dei Piani di Accumulo non è tutto. Mi potrei chiedere quale sia l'andamento grafico dei rendimenti finali dei 302 Piani di Accumulo quinquennali: cliccando sul numero 60 presente nell'intestazione della tabella ottengo l'immediata risposta alla mia domanda:

PAC3 tutti 60 rate

Sarebbe stata necessaria una buona dose di sfortuna per portare a casa, sul fondo analizzato, un rendimento negativo in un Piano di Accumulo a 60 rate. Così come una buona dose di fortuna sarebbe invece servita per ottenere un rendimento superiore al 100%. La maggior parte dei PAC avrebbe invece realizzato un rendimento compreso tra il 10% ed il 50%: il grafico conferma come il rendimento medio di questi Piani di Accumulo sia stato pari al 30,70% (come da tabella precedente).

La nona riga della tabella rappresenta la volatilità (deviazione standard) dei rendimenti. Non è annualizzata ed è dunque normale che aumenti con il crescere delle durate dei PAC. La volatilità annualizzata, tuttavia, segue un andamento inverso: è tanto più bassa quanto più lunghi sono i Piani di accumulo. Questa affermazione si può verificare dividendo il valore della deviazione standard per il numero di anni di ciascun Piano di Accumulo. Pur non essendo il modo corretto per trasformare una volatilità pluriennale in una annuale, possiamo utilizzare questa procedura per stimare in modo grezzo la deviazione standard annualizzata. I risultati prodotti sono sufficienti a dimostrare la conclusione precedente.

La decima riga rappresenta il numero medio dei versamenti. È un'informazione utile soltanto in caso di analisi con versamenti aggiuntivi.

L'ultima riga ci permette infine di visualizzare i grafici dei rendimenti per rata versata di qualsiasi Piano di Accumulo. Tra i 302 Piani a 60 rate avevamo in precedenza scelto i grafici dei PAC numero 81 e 300. Scegliendo il numero desiderato possiamo ora visualizzare quelli di qualsiasi altro Piano di Accumulo. Sotto ad ogni grafico vengano riportate anche altre informazioni relative allo specifico Piano di Accumulo selezionato: ammontare investito in euro, valore finale dell'investimento, rendimento percentuale e date di inizio e fine PAC.

Le informazioni fornite sono numerose e, vale la pena ricordarlo, sono disponibili per tutte le durate dei Piani di Accumulo.

La seconda tabella generata è quella relativa ai PIC (Piano di Investimento di Capitale). Il PIC è un investimento effettuato in un'unica soluzione e, per questo motivo, viene spesso contrapposto e confrontato con i Piani di Accumulo del Capitale. Vediamo la tabella:

PAC7 output 2 PIC

La struttura è del tutto simile a quella dei PAC. Ci limiteremo a formulare alcune considerazioni:

  • I rendimenti medi e medi annualizzati dei PIC sono più alti di quelli dei PAC. Dato che i mercati azionari sono costantemente cresciuti negli ultimi 30 anni, è normale che un investimento effettuato in un'unica soluzione all'inizio di ciascun periodo abbia generato un rendimento più elevato di un investimento diluito nel tempo
  • Ai PIC sono bastati 6 anni affinché i rendimenti generati fossero tutti positivi (contro i 7 anni dei PAC)
  • I rendimenti massimi sono anch'essi tutti più elevati; i rendimenti minimi sono più bassi nei PIC a 2, 3 e 4 anni e più alti dai 5 anni in su
  • Le deviazioni standard dei rendimenti dei PIC sono tutte più elevate. È la conferma dell'unanime convinzione che i Piani di Accumulo siano meno rischiosi degli investimenti effettuati in un'unica soluzione: minor rischiosità che, almeno per singolo fondo, può adesso essere misurata con precisione
  • Non sono disponibili i grafici dei PIC

Il raffronto tra le performance dei Piani di Accumulo di Capitale (PAC) e dei Piani di Investimento di Capitale (PIC) ci permette di individuarne affinità e divergenze. L'investitore non dovrà necessariamente optare per l'una o per l'altra modalità: qualora ci siano le condizioni e le disponibilità finanziarie sufficienti, possono essere portate avanti in modo sinergico.

La terza tabella generata dell'analisi dei PAC è la seguente:

PAC8 output 3 Evoluzione

Le informazioni che fornisce sono abbastanza particolari e permettono di identificare i numeri delle rate in cui, in media, vengono raggiunti i picchi di rendimento positivi e negativi nei Piano di Accumulo.

Analizziamo innanzitutto la quarta e la sesta riga: contengono i valori che corrispondono in media alle rate in cui i Piani di Accumulo hanno raggiunto i rendimenti massimi e minimi. Questi rendimenti non devono essere confusi con i rendimenti finali dei Piani di Accumulo: soltanto incidentalmente possono coincidere; in generale, però, i primi saranno stati raggiunti in un momento intermedio della vita di ciascun Piano, in concomitanza di una specifica rata che difficilmente sarà proprio l'ultima.

Facciamo un esempio: nella colonna dei Piani di Accumulo quinquennali troviamo 45 in corrispondenza del "N° medio Rata Max Evoluzione" e 16 del "N° medio Rata Min evoluzione". Questo significa che, in media, i Piani di Accumulo quinquennali hanno toccato il loro massimo rendimento in concomitanza della 45° rata versata ed il loro rendimento minimo della 16° rata (su 60). Nelle righe soprastanti è possibile verificare quali siano stati, sempre in media, i rendimenti massimi e minimi: 53,48% e -12,87%.

A che cosa ci possono servire queste informazioni? Non riteniamo che possa essere fornita un'interpretazione univoca ed ognuno, qualora le ritenga utili, è libero di usarle come crede meglio. In ogni caso, è interessante notare come, mentre i rendimenti minimi si raggiungono in media intorno alle prime rate (tra la 9° e la 18°, anche con la complicità dei diritti fissi), quelli massimi vengono toccati in una fase molto più avanzata della vita dei Piani di Accumulo: il 75% circa per le durate comprese tra 2 e 10 anni; un po' oltre (85-90%) per quelle superiori. Per ottenere risultati servono pazienza e perseveranza.

Dato che i rendimenti massimi vengono toccati, mediamente, tra il 75% e il 90% della vita dei Piani di Accumulo è perciò sensato intervenire in questa fase per liquidare una parte delle quote detenute e mettersi al riparo da possibili crolli che possano apparire nell'ultimo 10-25% della durata dei piani. Non è una raccomandazione che vale per tutti: l'alleggerimento della posizione è tanto più consigliabile quanto più bassa è la propensione al rischio degli investitori.

Per finire, nella prima riga della tabella troviamo le medie dei rendimenti medi per rata versata dei Piani di Accumulo. Questi valori crescono con l'aumentare delle durate, come è normale che sia. La seconda riga, invece, contiene le medie delle volatilità (deviazioni standard) dei rendimenti per rata versata dei Piani di Accumulo.

Conclusioni: il Piano di Accumulo del Capitale è una modalità di investimento e di risparmio

«Life is the art of drawing sufficient conclusions from insufficient premises».

Samuel Butler

Investimento: un Piano di Accumulo azionario può generare elevati rendimenti sia nel breve (ma con un rischio molto elevato) che, soprattutto, nel medio-lungo termine. I rischi associati sono inferiori a quelli di molti investimenti alternativi ma devono essere tenuti in debita considerazione per evitare spiacevoli sorprese.

Risparmio: un Piano di Accumulo possiede la duplice veste di modalità di risparmio e di investimento: una caratteristica peculiare che lo rende molto interessante anche in un'ottica pensionistica. Ad esempio, potremmo destinare mensilmente una quota dello stipendio ad un investimento in un singolo fondo o in un portafoglio di fondi. Così facendo, eviterei di spendere interamente il mio reddito, trasformando automaticamente la parte risparmiata in investimento. Se riuscissi a pianificare il mio orizzonte temporale in concomitanza del termine della mia vita lavorativa, potrei essere inoltre in grado di generare un reddito previdenziale aggiuntivo.

Un Piano di Accumulo di lunga durata, magari gestito in maniera attiva e adeguatamente calibrato, può produrre ottimi risultati e, perché no, permettere l’integrazione parziale o totale della pensione.

La scelta di costruire un Piano di Accumulo ha inoltre il notevole pregio di imporre una disciplina nel rapporto con i propri soldi.

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