Piano di Accumulo del Capitale (PAC)

Piano di Accumulo del Capitale (PAC)


Il PAC, ovvero Piano di Accumulo del Capitale, è una modalità di investimento che consente di acquistare quote di un prodotto finanziario (solitamente Fondi Comuni, Sicav ed ETF) rateizzando il capitale e permettendo una pianificazione dell’investimento nel tempo. Questa rateizzazione lo differenzia dal semplice investimento in un’unica soluzione (PIC, Piano di Investimento di Capitale).

In questo articolo si farà riferimento esclusivamente ad un PAC azionario. Tuttavia, essendo il PAC una modalità di investimento, esso può essere costruito su qualsiasi tipo di prodotto finanziario (fondi obbligazionari, bilanciati, monetari, azioni e così via).

I vantaggi di un PAC

1. Trasformazione di una piccola cifra mensile in un grande capitale

Il PAC permette di costruire un capitale nel tempo partendo da piccoli risparmi mensili. L'entità del capitale che si raggiungerà dipende, oltre che dalla durata dell'investimento, dall'entità dei versamenti e dall'andamento della quota del fondo in cui si investe. Di fatto un PAC possiede la duplice veste di prodotto di risparmio e di investimento, caratteristica questa che lo rende molto interessante anche in ottica pensionistica: ad esempio è possibile destinare mensilmente una quota del proprio stipendio ad un portafoglio di investimento predefinito, in modo da poter disporre, una volta terminata la fase di vita lavorativa, di un reddito previdenziale aggiuntivo.

2. Mediazione del prezzo di acquisto e riduzione dei rischi

Con un PAC è possibile mediare nel tempo i prezzi di carico delle posizioni: di fatto in alcune occasioni si acquisterà a quotazioni di mercato basse ed in altre elevate, ma rappresentando ciascun versamento una quota minima del capitale che verrà complessivamente impiegato, il prezzo medio di carico, ossia la media dei prezzi di acquisto, non risulterà mai troppo elevato.

E questo non è tutto. È pacificamente riconosciuto, infatti, che i PAC hanno un ulteriore grosso vantaggio:

3. Soluzione al problema del Timing d’ingresso

Investendo in fondi azionari con un PAC non ci si deve mai preoccupare della scelta di tempo giusta per entrare (ogni momento è buono):

si elimina cioè completamente il rischio di sbagliare il momento giusto per entrare in borsa.

(Da “Investire”, settembre 2006)

…ma siamo sicuri che sia proprio così?

Se da una parte è vero che un PAC presenta minori rischi rispetto ad un investimento effettuato con una soluzione unica (PIC), è altrettanto vero che un PAC non elimina completamente il rischio di sbagliare il timing di ingresso. Infatti, un PAC su uno stesso fondo, di medesima durata e importo rateale, può produrre un rendimento molto diverso proprio a causa del diverso timing di ingresso.

Vediamo subito con un esempio quanto importanti possono essere queste differenze.

Fondo: BlackRock Global Funds - Emerging Europe E2 EUR
PAC di 60 rate mensili (5 anni), importo rata di 250 €, Commissioni 0%, diritti fissi PAC 9 €, diritti fissi rata 0,95 €.

Viene effettuato un backtest storico con rolling mensile (16 anni, dal 3 gennaio 2000 al 31 dicembre 2015). Questo significa che vengono verificati i rendimenti di tutti i possibili PAC di 60 rate effettuabili su questo fondo nell’arco di tempo specificato.
Rolling mensile significa che il primo PAC verificato sarà quello iniziato il 15 gennaio 2000 e terminato il 15 dicembre 2004; il secondo PAC verificato sarà quello iniziato il 15 febbraio 2000 e terminato il 15 gennaio 2005; l’ultimo PAC verificato sarà quello iniziato il 15 gennaio 2011 e terminato il 15 dicembre 2015.
Così facendo, abbiamo in pratica effettuato il backtest di 133 PAC, uguali in tutto e per tutto salvo che per il momento di inizio (timing di ingresso).

Timing di ingresso: il vero rischio di un PAC (esempio)

Risultati del backtest

Il migliore di questi 133 PAC ha un rendimento del +182,25%.
Il peggiore di questi 133 PAC ha un rendimento del -43,20%.

Questo significa che a fronte di un versamento totale di 15.000 € (60 versamenti da 250 € ciascuno), nel primo caso ci ritroviamo con 42.521 € in tasca, mentre nel secondo con soli 8.557 €. La differenza è di ben 33.964 € !

Un PAC lasciato in balia di se stesso non elimina il rischio di un errato timing di ingresso nel mercato.

Vediamo questi risultati graficamente.

 

Evoluzione del miglior PAC:

PAC1

 

Evoluzione del peggior PAC:

PAC2

Perché queste differenze di rendimento tra PAC simili?

Per guadagnare con i PAC è necessario che il valore finale di tutte le quote acquistate durante il periodo di investimento del PAC, calcolato al NAV finale del Fondo oggetto dell’investimento, sia superiore alla somma investita complessivamente nel PAC, che è pari al numero delle rate del PAC moltiplicato per il valore di una singola rata.

Rendimento in € PAC = (NAV finale * N° Quote) - (N° Rate * Importo rata)

Cosa influenza il rendimento finale di un PAC?

Rendimento in € PAC = (NAV finale * N° Quote) - (N° Rate * Importo rata)

Il numero delle rate di un PAC e l’importo di ogni rata sono variabili che vengono impostate all’inizio dell’investimento. Salvo cambi di strategia in corsa (generalmente sconsigliabili), non possiamo modificare queste due variabili.

Rendimento in € PAC = (NAV finale * N° Quote) - (N° Rate * Importo rata)

Anche il NAV finale non può essere influenzato in alcun modo: dipenderà dall’andamento del fondo alla data di scadenza del PAC. È tuttavia la variabile chiave, quella di gran lunga più influente sul rendimento finale del PAC. Vedremo più avanti il perché.

Il numero delle quote finali è un’altra variabile considerata non controllabile: il versamento della rata periodica permette l’acquisto di una certa quantità di quote, che dipende dal NAV del fondo in quel preciso momento.
Non possiamo quindi avere nessun impatto sul numero di quote acquistabili periodicamente coi nostri versamenti.

Quello che possiamo fare, però, è intervenire con una Gestione Attiva e riscattare una parte delle quote in nostro possesso prima della scadenza del PAC, se e solo se durante la vita del PAC si verificano determinate condizioni di mercato.

Gestione Attiva

La Gestione Attiva, che si concretizza nel riscatto di una parte delle quote in nostro possesso prima della scadenza del PAC, ha lo scopo di minimizzare il rischio che nell’ultima porzione di vita del PAC un calo rapido e importante del NAV del fondo sottostante causi la perdita di una parte o della totalità dei guadagni che si sono accumulati fino a quel momento.

In ogni caso, anche se il calo non fosse drastico, il riscatto anticipato di una parte delle quote in nostro possesso è molto spesso una strategia redditizia e prudente. I mancati guadagni in caso di un falso segnale di inversione del trend, infatti, sono di gran lunga inferiori alle maggiori perdite che subiremmo in caso di effettiva inversione del trend in mancanza di una gestione attiva.

Esempio di Gestione Attiva:

Fondo: BlackRock Global Funds - Emerging Europe E2 EUR
PAC di 60 rate mensili (5 anni), importo rata di 250 €, Commissioni 0%, diritti fissi PAC 9 €, diritti fissi rata 0,95 €.

Risultati del Backtest senza Gestione Attiva
Miglior rendimento dei 133 PAC: +182,25%.
Peggior
rendimento dei 133 PAC: -43,20%.

Risultati del Backtest con Gestione Attiva

Miglior rendimento dei 133 PAC: +182,25%.
Peggior
rendimento dei 133 PAC: -20,35%.

La Gestione Attiva non avrebbe quindi avuto alcun impatto sul migliore dei 133 PAC, ma avrebbe avuto un impatto importante sul peggiore di quei 133 PAC.

È molto interessante anche notare che con la gestione attiva il peggior PAC non sarebbe stato lo stesso verificatosi in sua assenza. Infatti il peggior PAC senza gestione attiva (-43,20%, iniziato il 15/03/2004 ed esauritosi il 16/02/2009) si sarebbe trasformato in un +21,44% se gestito attivamente. Il grafico dell'andamento del rendimento del peggior PAC senza gestione attiva (linea nera) si è trasformato nel modo seguente (linea blu, in presenza di gestione attiva):

PAC3

Il nuovo peggior PAC in presenza di gestione attiva è quello cominciato il 15/01/2010 ed esauritosi il 15/12/2014.

Conclusioni: il PAC è un prodotto di investimento e di risparmio

Investimento: un PAC azionario può generare elevati rendimenti sia nel breve (ma con un rischio molto elevato) che, soprattutto, nel medio-lungo termine. I rischi associati sono inferiori a quelli di molti investimenti alternativi ma devono essere tenuti in debita considerazione per evitare spiacevoli sorprese.

Risparmio: è possibile destinare mensilmente una quota del proprio stipendio a un PAC in modo da poter disporre alla scadenza (che potrebbe ad esempio coincidere con il termine della vita lavorativa) di un reddito aggiuntivo. Un PAC di lunga durata, gestito in maniera attiva e adeguatamente calibrato, può produrre ottimi risultati e, perché no, permettere l’integrazione parziale o totale della pensione.

La scelta di costruire un PAC ha inoltre il notevole pregio di imporre una disciplina nel rapporto con i propri soldi.

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