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Capire il prodotto finanziario in cui si investe

Capire il prodotto finanziario in cui si investe


16Set2019

Information
Andrea Investimenti finanziari 475 hits
Prima pubblicazione: 15 Settembre 2019

«Where there is shouting, there is no true knowledge».

Leonardo da Vinci

La più importante regola da rispettare nel mondo della finanza è forse la seguente: un investitore non dovrebbe MAI impiegare il proprio denaro, i propri risparmi, in un prodotto finanziario di cui non ha pienamente compreso il funzionamento.

Per comprendere pienamente, si intende l’avere ben chiaro in testa come un certo prodotto finanziario possa generare un rendimento, di quale entità, in quanto tempo e a quali condizioni. Capire significa essere chiari su quali siano i costi di quel prodotto finanziario, ma anche conoscerne i meccanismi che possono portare a liquidarlo prima della sua naturale scadenza, se necessario. Capire significa aver compreso a fondo quali siano i rischi del mio investimento e, perché no, anche come e quanto l’intermediario finanziario e/o la banca guadagnino grazie al mio investimento. Capire, insomma, dovrebbe andare ben al di là del sapere se ho semplicemente investito in azioni o in obbligazioni, in una Sicav o in un ETF.

Ognuno dei punti appena elencati è talmente importante che meriterebbe una trattazione a parte. Perché capire un prodotto finanziario è così importante? In fondo un consulente o un promotore finanziario, o il responsabile della filiale della banca che abbiamo sotto casa dovrebbero servire proprio a questo: filtrare dall’universo dei prodotti finanziari esistenti proprio quelli che vanno a soddisfare nel miglior modo possibile le esigenze degli investitori. In un mondo ideale questo è ciò che dovrebbe effettivamente accadere.

Purtroppo nel mondo reale le cose non stanno così o, almeno, così non sono in molti casi: vuoi per mancanza di tempo, vuoi per pigrizia o disinteresse, vuoi per la fiducia riposta a torto o a ragione nella persona che lo consiglia, vuoi per il conflitto d’interesse, che più o meno è inevitabilmente insito nel ruolo di coloro che invece dovrebbero assistere l’investitore in modo obiettivo, molto spesso questi finisce per impiegare i propri risparmi in prodotti che non conosce o la cui meccanica non è affatto chiara.

Si crea così quello che potremmo chiamare il paradosso del risparmiatore/investitore: il risparmiatore impiega molto tempo, anni o addirittura generazioni per risparmiare e poi, al momento di impiegare questo risparmio, invece di prendersi il tempo necessario a capire come farlo fruttare al meglio e su cosa sta veramente investendo, risolve la faccenda in modo sbrigativo o riponendo totale fiducia su una persona appena conosciuta.

La logica conseguenza è che non sono rari i casi di risparmi generati nel corso di anni o di decenni che sono stati o rischiano di essere dilapidati, in tutto o in parte, in tempi estremamente brevi.

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