Diversificazione

Diversificazione


16Set2019

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Andrea Investimenti finanziari 172 hits
Prima pubblicazione: 15 Settembre 2019

«The beauty of diversification is it's about as close as you can get to a free lunch in investing».

Barry Ritholtz

La diversificazione è un'altra regola fondamentale che si dovrebbe sempre rispettare quando si investe. Cosa vuol dire diversificare? Diversificare significa diminuire il rischio di una grossa perdita dovuta a una forte riduzione del prezzo dell'unico o dei pochi prodotti prodotti finanziari su cui ho investito i miei soldi.

In altre parole, significa non mettere tutte le uova nello stesso paniere: vecchia saggezza popolare applicata alla finanza.

Esistono, in linea di massima, due livelli di diversificazione: il primo consiste nell'acquistare più prodotti finanziari non correlati linearmente. Una correlazione lineare il più possibile vicina a zero o addirittura negativa è importante perché, altrimenti, a poco servirebbe avere molti prodotti in portafoglio: in caso di andamento negativo del mercato sottostante, tutti i prodotti finanziari, più o meno all'unisono (tanto più quanto più la correlazione si avvicina ad 1), ne risentirebbero negativamente.

Purtroppo non è facile individuare prodotti che non siano correlati linearmente. Spesso la cosa diventa impossibile o quasi: basti pensare ai mercati azionari. Questi, anche quando relativi a zone geografiche molto distanti, sono quasi sempre interconnessi: da qui la difficoltà di trovare, ad esempio, fondi azionari non correlati o correlati negativamente.

Questo compito diventa più accessibile - e comunque non facile - quando si correlano linearmente determinati mercati azionari e obbligazionari, azionari e monetari etc. Diversificare in questo senso significa diminuire la volatilità del proprio portafoglio. In termini matematici diversificare il portafoglio significa ridurne la varianza dei rendimenti.

Il secondo livello di diversificazione è quello rappresentato dalla natura stessa dei prodotti finanziari che sono al centro dell'attenzione di Dedalo Invest: Fondi Comuni, Sicav ed ETF. Essi infatti sono composti da decine o centinaia di prodotti finanziari sottostanti. Possederne anche una sola quota, significa avere in portafoglio una piccola percentuale di ognuno di essi.

Questo tipo di diversificazione è assolutamente cruciale per mitigare i danni causati, ad esempio, dal fallimento di una società. È noto infatti che in caso di fallimento tutti gli azionisti, che sono per definizione i proprietari della società, vedrebbero scendere a zero il valore delle azioni presenti nel loro portafoglio. Estremizzando, un investitore che avesse il proprio patrimonio composto dalle sole azioni di quella società perderebbe tutto: il valore di quel patrimonio andrebbe improvvisamente a zero.

Naturalmente anche le azioni della società fallita che costituivano il sottostante di un fondo o di un ETF subirebbero lo stesso destino, ma con una importante differenza: quella società sarebbe soltanto una tra le decine o centinaia che compongono il fondo stesso e il danno di quel fallimento sarebbe perciò fortemente limitato.

La diversificazione può anche essere intesa come una sorta di polizza di assicurazione che mi copre dal rischio di scegliere il prodotto finanziario sbagliato. Se acquisto un solo prodotto, non diversifico (al limite, sfrutto soltanto il secondo livello di diversificazione visto poco sopra - e già non è poco) e se non diversifico, il rischio del mio investimento cresce: se mi va bene, posso guadagnare di più rispetto ad un portafoglio diversificato. Ma se mi va male, sono guai seri.

Non tutti sono d'accordo sul fatto che la diversificazione sia la strada migliore da seguire. E' un argomento molto dibattuto ancora oggi, a distanza di oltre 65 anni dalla pubblicazione dell'articolo Portfolio Selection da parte di Harry Markowitz, il primo studioso a formalizzare matematicamente la nozione di diversificazione degli investimenti, che darà vita alla Teoria Moderna del Portafoglio (nel 1990 Markowitz vincerà il premio Nobel per l'Economia insieme a Merton Miller e William Sharpe).

Entrare nel merito delle critiche e delle argomentazioni in difesa della diversificazione va oltre lo scopo di questo articolo. Ma forse c'è lo spazio almeno per citare uno dei più famosi aforismi di Warren Buffett: "Wide diversification is only required when investors do not understand what they are doing". Tradotto in italiano suona più o meno così: "un'ampia diversificazione è necessaria soltanto quando gli investitori non capiscono quello che stanno facendo".

Warren Buffett ha ragione: si può guadagnare di più, anche molto di più, senza diversificare, a condizione di agire con cognizione di causa, di conoscere esattamente il timing e le potenzialità di crescita del prodotto finanziario che si sta comprando. Ma Warren Buffett è probabilmente il più grande investitore della storia ed ha dimostrato di sapere esattamente quello che stava facendo durante tutta la sua carriera di investitore. Ve la sentite di fare come lui? Siete sicuri di avere le sue conoscenze? Avete voglia di rischiare il vostro patrimonio finanziario o una parte di esso investendo in modo concentrato invece che diversificato? Siete sicuri di sapere che quel prodotto che volete acquistare crescerà più della media e lo farà proprio quando voi avrete deciso di acquistarlo?

Noi no. Non ci paragoniamo nemmeno lontanamente a Warren Buffett e preferiamo scegliere il percorso meno rischioso, pagando il prezzo della polizza di assicurazione che si chiama diversificazione. Pensiamo che sia la miglior strada da seguire anche da parte del 99,99% degli investitori.

Esistono tuttavia dei limiti e delle controindicazioni alla diversificazione. La diversificazione può essere un errore nei seguenti casi:

  • Inserimento nello stesso portafoglio di due o più prodotti finanziari dai rendimenti troppo correlati linearmente tra loro
  • Inserimento nello stesso portafoglio di così tanti prodotti finanziari (ad esempio più di 25–30, ma ogni caso andrebbe analizzato singolarmente) al punto che alcuni di essi non offrono più alcun beneficio nella diversificazione del rischio, ma costituiscono soltanto un costo in più
  • Inserimento in portafoglio di prodotti finanziari "esotici", o particolarmente complicati o costosi, soprattutto se poco liquidi
  • L'obiettivo dell'investitore è dichiaratamente quello di ottenere risultati spettacolari, estremamente superiori alla media (invece che in linea alla media o di poco superiori a questa). In altre parole, la diversificazione è sconsigliata a chi vuole emulare le gesta di Warren Buffett e desidera concentrare il proprio investimento. Naturalmente, il rischio assunto sarà parimenti spettacolare (ovvero elevatissimo)

Più che la diversificazione, spesso è l'eccessiva diversificazione ad essere sbagliata.

Così come c'è chi la critica, esistono anche tanti economisti ed esperti di finanza che la sostengono. Sulle orme del già citato lavoro di Markowitz, l'importanza della diversificazione è quella di spostare l'ottica di osservazione dai singoli strumenti finanziari all'insieme degli strumenti che un investitore andrà a detenere. Non è importante il rischio del singolo strumento ma il suo contributo al rischio dell'intero portafoglio.

Chi lo desidera, può approfondire l'argomento leggendo l'articolo sulla Teoria Moderna del Portafoglio.

Se decidete di investire quindi, cercate sempre di farlo diversificando correttamente!

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