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Filosofie di investimento: cosa sono e perché ti servono

Le filosofie di investimento: cosa sono e perché ti servono


01Ago2022

Information
Andrea Gonzali Blog 1927 hits
Prima pubblicazione: 31 Luglio 2022

«Una vita senza ricerca non è degna per l’uomo di essere vissuta».

Socrate

Vuoi davvero essere un investitore che ottiene il rendimento medio dai mercati?

No di certo. Sogni – come tutti – di battere il mercato. La cosa ti attira, soprattutto perché alcuni ce l’hanno fatta.

Quindi ti informi. Leggi le storie dei più grandi investitori. Cerchi il metodo che hanno usato per arricchirsi.

Come sceglievano le aziende su cui investire?

Compri libri e ascolti gli esperti del settore. Così ora parti con i tuoi studi. Presto, però, ti accorgi che ci sono un sacco di contraddizioni.

A chi dare retta?

Nel tuo percorso di raccolta informazioni e formazione, senti di tutto: alcuni ti consigliano di acquistare business con solidi flussi di cassa e asset liquidi. È quello che ha funzionato per Warren Buffett.

Altri ti fanno notare che questi criteri valevano nel passato. Oggi si punta sulla tecnologia: si va sulle growth e hyper-growth companies. È quello che ha fatto gente come Peter Lynch, l’icona del growth investor.

Altri ancora ti dicono di lasciar stare la valutazione di aziende. Studia piuttosto i meccanismi dei tassi di cambio. Approfondisci le dichiarazioni delle Banche Centrali. Guarda cosa è successo in passato in occasione di grosse svalutazioni monetarie. E approfittane per speculare. È sufficiente un solo giorno di trading per ammassare ricchezze spaventose.

Questo approccio ha funzionato per George Soros. Il 16 settembre 1992 ha guadagnato oltre 1 miliardo di dollari scommettendo al ribasso sulla sterlina inglese. E lo stesso ha fatto con la lira italiana.

Ci sono poi quelli che vogliono sfruttare il market timing. Tra di loro, alcuni pensano che il mercato sia lento ad apprendere le nuove informazioni. Nelle loro strategie, seguono quindi un approccio momentum.

Altri credono invece che il mercato reagisca in maniera eccessiva alle nuove informazioni. Quindi si basano su un approccio contrarian. Due visioni opposte. Ma esistono esempi di successo per entrambe le categorie.

Potremmo andare avanti all’infinito.

Ecco quindi il tuo problema: a chi dare retta?

Filosofie di investimento: cosa sono?

Siamo circondati di pareri. Ciascun esperto, dal suo angolino, urla più degli altri per convincerti a seguire questa o quella strategia.

C’è molto rumore. E questo ti toglie i riferimenti. Se non hai dei punti fissi tuoi, personali e in cui credi veramente, ti perderai. Salterai in continuazione da una strategia all’altra in base a quello che senti in giro, senza mai capire davvero cosa fare.

In realtà, i grandi investitori hanno un segreto. Lo condividono volentieri, gratis e spesso. Di solito passa inosservato. E la colpa è proprio di tutto questo rumore.

Il segreto è questo: le strategie di investimento non esistono da sole. Le strategie funzionano all’interno di specifiche filosofie di investimento.

Una filosofia di investimento è un modo coerente di vedere e pensare i mercati finanziari. Questo insieme di pensieri ti permette di riflettere su questi aspetti:

  • Come funzionano – o non funzionano – i mercati stessi.
  • Che tipo di errori sistematici fanno gli altri investitori secondo la tua visione.
  • Che strategie mettere in campo per sfruttare questi errori.

Questi punti ti permetteranno di definire le regole del tuo gioco.

Ti faccio un esempio.

Filosofie di investimento: l’esempio di Warren Buffett…

Warren Buffett ha sempre creduto che il mercato possa compiere errori di valutazione. A volte, il prezzo di un’azione è troppo basso rispetto al valore degli asset già in essere di quell’azienda. È una sua convinzione radicata.

Quindi non sempre prezzo e valore sono allineati. Questo è per lui il significato di “non funzionamento” dei mercati.

Se l’insieme degli investitori – il mercato – può sbagliare le valutazioni, questo errore può essere sfruttato creando delle strategie ad hoc.

Come?

Un modo potrebbe essere questo. Comprare azioni di aziende che:

  • Hanno utili positivi e in crescita.
  • Possiedono una buona quantità di asset liquidi.
  • Hanno un vantaggio competitivo e non replicabile sulla concorrenza.
  • Scambiano a P/E bassi rispetto alle altre aziende del loro segmento

Una strategia che segue questi punti offre una discreta probabilità di trovare nel mercato delle aziende sottovalutate rispetto al valore degli asset già in possesso dell’azienda.

Non intendo dire che la bravura di Warren Buffett sia tutta qui. E non intendo riassumere in questi 4 punti le scelte di investimento di uno dei più grandi al mondo.

No.

Voglio solo mostrarti che la strategia sopra è qualcosa di sensato per chi parte dal presupposto: “Sono convinto che il mercato, a volte, sbagli i prezzi delle attività finanziarie, e le sottovaluti rispetto al loro reale valore corrente.

…e quello di Peter Lynch

Warren Buffett è il più famoso value investor. Ha basato il suo successo individuando aziende di valore scambiate a prezzi troppo bassi.

Anche Peter Lynch ha fondato il suo successo investendo in aziende di valore ma, per lui, la parola “valore” ha un significato diverso: è il potenziale di crescita dell’azienda, riassumendo al massimo.

Un growth investor parte quindi da un presupposto differente. Valuta le aziende per il possibile valore degli asset futuri, che avrà grazie alla sua crescita. Non tanto per il valore degli asset già in essere.

Guarda che differenza rispetto a prima.

Anche un growth investor si preoccupa di fare buoni investimenti. Solo che non cerca per forza il business già solido o i flussi di cassa in costante crescita. Un growth investor può investire senza problemi in un’azienda che perde soldi, se:

  • Mantiene prospettive di crescita elevate.
  • Possiede tecnologie potenzialmente dirompenti.

Il caso Tesla è sotto gli occhi di tutti. Tesla ha avuto il suo primo bilancio in positivo nel 2020. A una distanza di 17 anni dalla sua fondazione. Il rendimento cumulativo del titolo è però di oltre il 15.000% dalla sua comparsa in borsa.

Diresti che Tesla è un’azienda senza valore?

È chiaro quindi che, per un growth investor, i veri affari si fanno quando il mercato sottostima le prospettive di crescita di un’azienda. Questo è l’errore da sfruttare, secondo la loro visione.

Una possibile strategia per un growth investor potrebbe quindi essere quella di investire in small cap in settori votati a produrre cigni neri positivi, come quello delle biotecnologie o delle tecnologie digitali. All’interno di questo segmento, sarà infatti più facile trovare i nuovi leader tecnologici di domani.

Perché ti serve una filosofia di investimento?

Una filosofia di investimento ti serve perché è da lei che devi derivare le strategie di investimento.

Prima devi scegliere la filosofia. Poi le strategie. Quanto più le strategie che produci sono coerenti con la tua visione dei mercati, tanto più successo avranno. Questo perché sarà più facile per te prendere delle decisioni in contesti incerti.

Infatti, tutte le strategie di investimento attraversano dei momenti in cui sembrano non funzionare. Quando ti trovi in quei momenti, ti assalgono i dubbi.

Che fare? Abbandonare la strategia o rimanere nel piano?

Crederai nella tua strategia con più forza, se alla base c’è una forte aderenza alla filosofia di investimento scelta. Sarai meno indotto ad abbandonarla al primo soffio di vento.

Infatti, chi non basa le sue strategie su delle convinzioni profonde parte svantaggiato. Nei momenti difficili, salterà da un approccio all’altro in base a quello che sente in giro. Questo non fa che aumentare i costi, produce potenziali svantaggi fiscali e peggiora i rendimenti.

C’è anche un ultimo punto da considerare.

Mentre alcune strategie possono funzionare per me, potrebbero non essere l’ideale per te. Nella loro scelta devi considerare anche:

  • I tuoi obiettivi.
  • La tua avversione al rischio.
  • Le tue caratteristiche personali.

Riprenderemo questo punto nella parte finale dell’articolo.

Vediamo ora una panoramica delle varie filosofie di investimento. 

Categorie di filosofie di investimento

Market timing vs Selezione degli Asset

Una delle più grandi distinzioni tra le filosofie di investimento è questa:

Sono basate sul market timing o sulla selezione di specifici asset valutati al prezzo sbagliato?

Al loro interno, trovi altre sfaccettature.

Per esempio, una strategia di market timing molto semplice potrebbe essere questa: compra azioni quando i tassi delle obbligazioni a breve termine (i Treasury bills) sono bassi e vendili quando sono alti.

Un’altra strategia di market timing potrebbe essere quella che tenta di indovinare i minimi e i massimi di mercato usando indicatori di volume. Per esempio, quando in una fase ribassista si ha un crollo dell’indice azionario accompagnato da enormi volumi di vendita, alcuni ci vedono un punto di minimo del mercato. Nel gergo si chiama selling climax.

Non ti sto consigliando queste strategie. E non sto dicendo che funzionano. Te le sto solo mostrando come strategie coerenti con la filosofia del market timing.

Se la tua filosofia d'investimento si fonda invece sulla selezione di asset specifici, potrai basare le tue strategie su altri fattori.

Per esempio, potresti cercare informazioni nei fondamentali – valutando gli utili, i flussi di cassa o la crescita. Potresti anche basare la tua attività di selezione dei titoli sulle nuove informazioni disponibili, come le acquisizioni o i rapporti sulle vendite.

Activist vs Passive investing

Un’altra categorizzazione può essere se la filosofia prevede un approccio “attivista” o passivo.

Per esempio, un approccio passivo potrebbe essere quello di investire in un certo asset o mercato e aspettare. Nota che questo punto è applicabile sia da un market timer sia dal “selezionatore di asset” del punto precedente.

Per esempio, un value investor potrebbe selezionare i titoli con basso P/E e poi attendere. Un altro tipo di value investor può seguire un approccio contrarian e selezionare i titoli più puniti dal mercato. Cioè, può puntare su quelle azioni che il mercato percepisce come cattive aziende, convinto che ci sia alla base:

  • Un errore di valutazione.
  • Una reazione eccessiva al ribasso quando ci sono cattive notizie che le riguardano.

Puoi trovare un approfondimento su questa strategia in Le cattive aziende possono essere buoni investimenti?

L’approccio “attivista” è diverso dall’approccio attivo. In una strategia attivista investi in un’azienda e poi cerchi di cambiare il modo in cui gestisce il suo business. Di solito, non è una strada percorribile da un singolo investitore.

È il caso, ad esempio, del Venture Capitalism e, in alcuni casi, degli investimenti nel Private Equity.

Orizzonte temporale

Filosofie di investimento differenti richiedono orizzonti temporali differenti.

Una filosofia che si basa sull’assunto che il mercato reagisce troppo alle informazioni potrebbe generare strategie di breve termine di tipo contrarian. Una strategia coerente con questa visione potrebbe essere la seguente:

  • Compra i titoli di aziende appena dopo un cattivo rapporto sugli utili.
  • Tienili in portafoglio alcune settimane.
  • Vendili nella speranza che il mercato abbia reagito troppo e corregga il prezzo.

Al contrario, un passive value investor che compra azioni di aziende che ritiene sottovalutate può dover attendere anni prima di vedere una correzione del mercato.

Ovviamente, nessuno può garantirti che queste strategie funzionino. Il concetto non cambia: la domanda che devi porti è se la strategia che stai mettendo in campo è coerente con la tua visione di partenza.

Come scegliere la propria filosofia di investimento?

Per rispondere a questa domanda, ragiona sui 3 aspetti che seguono. Dovrai porti delle domande, per lo più personali.

Aspetto 1: Ti conosci?

Cerca di rispondere a queste domande:

1. Sei dinamico o passivo?

2. Sei paziente o impaziente?

3. Hai tanto tempo da dedicare agli investimenti o poco?

4. Per gli anni che hai, quanto rischio sei disposto a prenderti?

5. Reggi la pressione psicologica di una posizione che perde soldi o no?

6. Sei uno che tende a seguire il pensiero del gruppo o vai controcorrente?

Aspetto 2: Occupati delle tue finanze personali

Ecco delle domande su questi aspetti:

1. Quanto risparmi?

2. Quanto è sicuro il tuo lavoro?

3. Prevedi di aver bisogno di liquidità a breve?

4. Hai accumulato risorse oltre al conto corrente? Esempio: fondo pensione, fondi comuni.

5. Eccetera.

Aspetto 3: Cerca di sviluppare una tua visione del mercato

Questo è l’aspetto più difficile.

Ecco una suddivisione che può darti una mano:

  1. Approccio momentum: parte dall’assunto che quello che è successo nel recente passato succederà anche nel prossimo futuro. Ti riconosci nella frase tipica trend is your friend? Se parti da questo assunto, dovrai sviluppare strategie coerenti. Di solito – ma non sempre – sono strategie di breve termine che prevedono di non sostenere a lungo una posizione in perdita.
  2. Approccio contrarian: parte dall’assunto che c’è una tendenza al ritorno alla media. Quello che è salito troppo scenderà, e quello che è sceso troppo salirà. Di solito – ma non sempre – le strategie che derivano sono di medio/lungo periodo e richiedono pazienza. Potresti trovare qui dentro sia un value investor che compra aziende trascurate e punite dal mercato sia un market timer che sfrutta le variazioni dei tassi di interesse per le sue strategie contrarian.
  3. Approccio dei mercati efficienti: non ne abbiamo parlato esplicitamente, ma te lo riporto in questa breve sezione. Se credi in questa teoria, allora parti dall’assunto che se il mercato commette errori, questi sono casuali. Quindi nessuno può approfittarne in modo sistematico e ripetitivo. In questo caso, la strategia migliore è l’indicizzazione.
    Uno dei metodi più conosciuti ed efficienti per sfruttare questa filosofia di investimento è l'utilizzo dei Lazy portfolios. Anche se siamo dei convinti sostenitori di questa filosofia, non la approfondiremo ulteriormente. Chi fosse interessato, può leggere l'ampio articolo sui Lazy portfolios.

Ti lascio qui sotto una tabella riassuntiva. L’ho estratta dal libro Investment Philosophies, di Aswath Damodaran (p.582). Spero ti possa chiarire le idee:

Filosofie di investimento tabella

In azione

Spesso ci si focalizza solo sulle strategie, cercando le migliori, ma se segui questa strada troverai confusione.

A turno, in base ai periodi di mercato, le strategie funzionano tutte e sbagliano tutte. Una strategia momentum di breve termine smette di funzionare proprio quando inizia a farlo una strategia contrarian opposta. Non è prevedibile quando succederà.

Gli esperti arrivano a frotte a spiegarti a posteriori (sono bravissimi) cosa dovevi fare. E ti propongono una nuova soluzione, che funzionerà per un po’ finché il ciclo si inverte di nuovo.

Conviene partire da una base diversa. Pensaci dopo alle strategie. Prima, parti con le domande di quest’ultima sezione. Individua le tue caratteristiche personali su cui sei forte. Poi rifletti sulle tue personali convinzioni sul funzionamento dei mercati. E infine produci una o più strategie coerenti con quella visione.

A presto,

Francesco

Ciao, mi chiamo Francesco Bignami. Sono un ingegnere meccanico appassionato di finanza personale. Nel mio blog il Metodo Re di Denari parlo di risparmio, di gestone del denaro e di investimenti.

Alla prossima!

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