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Quando la borsa crolla e si scatena il panic selling, chi sono i compratori?

Quando la borsa crolla e si scatena il panic selling, chi sono i compratori?


09Ott2022

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Andrea Gonzali Blog 1253 hits
Prima pubblicazione: 09 Ottobre 2022

«In the 20th century, the United States endured two world wars and other traumatic and expensive military conflicts; the Depression; a dozen or so recessions and financial panics; oil shocks; a flu epidemic; and the resignation of a disgraced president. Yet the Dow rose from 66 to 11.497».

Warren Buffett

Quando la Borsa crolla, significa che i venditori sono tanti e i compratori molti di meno.

La legge della domanda e dell'offerta governa il prezzo di equilibrio di un bene: le azioni sono dei beni mobili e la bassa domanda rispetto all'alta offerta determina la discesa dei prezzi, a volte molto brusca.

Perché si verifica il panic selling?

Uno dei motori principali di un crollo borsistico è la psicologia umana: quando i prezzi iniziano a scendere, i più paurosi decidono di vendere, anche se magari il loro orizzonte temporale è ancora molto lontano. Le vendite favoriscono ulteriori ribassi dei prezzi e altre persone, che inizialmente avevano tenuto duro, iniziano a liquidare le loro posizioni.

Il ciclo si ripete, prendendo sempre più velocità anche a causa del panico che, nel frattempo, si è diffuso tra gli investitori: come ci insegna la finanza comportamentale, è più forte l'avversione alle perdite che non quella al rischio.

L'avversione alle perdite implica che la sofferenza da queste causata sia superiore al piacere ottenuto da un guadagno di pari entità.

Le vendite, dunque, abbassano i prezzi e ogni calo genera una nuova ondata di panico tra gli investitori.

A un certo punto, il crollo si ferma. Si raggiunge un punto di minimo e da lì il mercato torna a salire.

I motivi per cui un trend giunge al capolinea non possono essere individuati ex ante. A posteriori, fioccheranno innumerevoli analisi e si sprecheranno autorevoli commenti sull'accaduto: tutti inutili da un punto di vista operativo.

A priori, è invece impossibile prevedere quando si verificherà il punto di minimo, il timing di acquisto perfetto: il momento sognato da ogni investitore.

Che rimarrà, appunto, un sogno.

Chi sono, allora, i compratori? Non soltanto i pochissimi che acquistano intorno al punto di minimo, ma anche quelli che hanno continuato a comprare durante tutto il periodo del crollo borsistico?

Difficile dirlo con esattezza, ma probabilmente si inquadrano in una delle seguenti categorie:

  • Investitori più esperti, che non sono intimoriti dalla crisi ma la stavano, forse, aspettando da tempo. Sono coloro che non credono che "this time is different" e sanno che il mercato tornerà a salire.
    Alcuni fissano degli acquisti quando il mercato scende di un 10% rispetto ai massimi, altri di un 20% o ancora di più. La loro strategia è di comprare a prezzi più bassi di quelli precedentemente raggiunti o del prezzo medio di carico dei titoli in portafoglio.
  • Investitori che stanno costruendo un Piano di Accumulo del Capitale (PAC). Il PAC prevede acquisti periodici, generalmente mensili o trimestrali e, quando arriva il giorno d'investimento, l'acquisto parte in automatico.
    Il fatto che ci sia una crisi non ferma questi acquisti che sfruttano i ribassi dei prezzi e che – a parità di somma versata – permettono di accumulare un numero maggiore di quote degli strumenti finanziari sottostanti.
    Proprio per questo motivo, il verificarsi di una crisi finanziaria è addirittura auspicabile nelle prime fasi di vita di un PAC, dato che non comporta un eccessivo stress psicologico per l'investitore, a differenza di quanto avviene in un PIC.
  • Investitori che utilizzano l'analisi fondamentale: semplificando al massimo, quando i prezzi crollano il P/E diminuisce (Price/Earnings, ovvero il rapporto tra il prezzo e il guadagno generato da ogni azione). Quando il P/E raggiunge dei livelli particolarmente bassi, i titoli vengono considerati sottovalutati e possono diventare occasioni di acquisto.
  • Chiunque, in generale, ritenga ogni prezzo toccato durante il crollo favorevole per un acquisto.

Di nuovo: comprare sui minimi – così come vendere sui massimi – è difficilissimo.

Ovviamente, qualcuno che ha acquistato ai prezzi minimi esiste. Deve esistere per forza, dato che ogni prezzo di mercato misura il valore di scambio al quale la proprietà dei titoli si trasferisce dal venditore al compratore.

Quasi sicuramente, il merito di aver concluso una transazione con un tempismo perfetto sarà stato del caso: un grosso colpo di fortuna.

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